Offerta formativa

Il Laboratorio si offre come uno spazio di ricerca basato specificatamente sulla prassi dell’improvvisazione, sia attraverso ambiti tradizionali che in contesti di contaminazione e nuove musiche. Fonda la sua sintassi metodologica sull’esperienza musicale diretta, collegata con l’azione strumentale, le varie tecniche compositive e i più diversi processi di manifestazione creativa ed espressiva, in alternativa complementarietà ai normali percorsi didattici fondati invece sulla rappresentazione, la assimilazione e la ripetizione di modelli e stili. Un metodo performativo, che si impegna ad accompagnare tutti quei musicisti che necessitano di un ambito culturalmente autonomo e libero da pressioni di circuito per sperimentarsi attraverso un’esperienza continuativa di prove e ricerca, sia individuale che di gruppo, che sfoci in una maturità musicale più complessa, articolata e consapevole:

  • imparare ad ascoltare e riconoscere la materia musicale – i quattro parametri
  • imparare a costruire e gestire il processo creativo senza modelli prestabiliti
  • approfondire il rapporto tra ascolto consapevole e reazione
  • definire vari livelli di auto risonanza e percezione musicale
  • maturare un istinto complementare tra i musicisti nell’azione strumentale
  • aumentare la rapidità di costruzione di equilibri musicali interni al gruppo
  • acquisire le capacità di riconoscere, sviluppare e mettere in dialogo le figure tematiche, accompagnando i soggetti narrativi sviluppandoli semanticamente all’interno di strutture morfologiche – i tre parametri narrativi

Superata la fase dell’apprendimento, comincia il processo di costruzione di un’identità affrontando l’esperienza della musica in modo sperimentale, un lavoro profondo e necessario spesso rimandata dal musicista. Una ricerca che comprende allo stesso livello consapevolezze di composizione e ampliamento del bagaglio tecnico strumentale. La ricerca è tesa a percorrere le possibilità più vitali e futuribili del pianeta musica attraverso contenuti che appartengono a quattro diversi itinerari che vorrebbero rappresentare altrettante direzioni complementari di ricerca: due tradizionali, dedicate ad una (ri)lettura approfondita del passato e due dedicate al presente ed al futuro, attraverso la composizione originale e a quella istantanea, sperimentando diversi modi possibili di concepire una performance di improvvisazione.

Tradizioni

BOOK OF SONGS

1) canzoni dal medioevo a oggi e provenienti da diverse parti del mondo

2) monografia Alec Wilder (1907-1980), attraverso più di sessanta arrangiamenti di Stefano Battaglia delle sue Art Songs, Popular Songs.

3) musica rituale, popolare o colta legata ad un testo o alla danza, da Hildegard of Bingen a Bartok.

BOOK OF JAZZ

Brani del repertorio specifico del jazz americano del ‘900, suddiviso in sei sezioni:

l) Lo swing (1925-1945), con le musiche di Armstrong, Bechet, Beiderbecke, Ellington, Garner, Hines, Waller, ecc.

2) Il bebop (1945-1955) con le musiche di Brown, Johnson, Gillespie, Lewis, Mingus, Monk, Parker, Powell, Rollins, Shearing, Tristano, ecc.

3) Il periodo di grande espansione del linguaggio e transizione verso le contaminazioni (1955-1965), con Coltrane, Davis, Coleman, Brubeck, Dolphy, Evans, Jones, Giuffre, Hubbard, Lacy, Silver, Waldron, Jobim ecc.

4) Lo sviluppo attraverso le contaminazioni, dove l’idioma jazzistico rimane come comune denominatore (più o meno presente), ma le musiche sono assai diverse tra loro e ricche di riferimenti extra-jazzistici (dal 1965 in poi). Si tratta di tre sezioni progressive che affrontano sia le avanguardie storiche degli anni Settanta sia le nuove musiche, dove si rivela un progressivo allontanamento di alcuni forti riferimenti idiomatici (lo swing e l’armonia funzionale di tradizione tonale e modale).

Ogni gruppo ha anche la possibilità di scegliere uno solo tra questi esponenti della tradizione e creare una ricerca monografica dedicata interamente al suo repertorio.

Nuove musiche

COMPOSIZIONE ORIGINALE

1) interpretazione musica originale (dal repertorio di composizioni di Stefano Battaglia).

2) composizione, dove uno o più musicisti del gruppo presentano ad ogni incontro composizioni originali o nuovo materiale musicale da sviluppare ed arrangiare in sede di laboratorio.

IMPROVVISAZIONE TABULA RASA – COMPOSIZIONE ISTANTANEA

La tabula rasa era una tavoletta di cera su cui gli antichi maestri scrivevano quotidianamente i loro insegnamenti ed esercizi per poi cancellarli alla sera così da poter riscrivervi sopra il giorno successivo e ricominciare da capo. Metaforicamente è un concetto applicato all’intelletto e all’apprendimento, con un doppio importante significato: l’abbandono ideale dei modelli e stili sin lì studiati ed acquisiti per ritornare ad uno stadio di re inizio indotto. Trasposto dalla filosofia all’esperienza musicale, il concetto mantiene intatta tutta la sua forza, a favore di una rinnovata purezza creativa, il rifiuto all’imitazione e alla ripetizione, a favore di un azzeramento volto alla scoperta di un istinto consapevole (counscious unconsciousness).

Lo studio isolato e concentrato dei parametri musicali costituenti e la conoscenza applicata dei parametri narrativi, è teso a modellare una sensibilità compositiva attraverso l’esperienza diretta sullo strumento, affinché si crei un unico universo poetico il più possibile libero, ma caratterizzato e disciplinato da un rigoroso senso della forma. L’esperienza della tabula rasa aiuterà il musicista a connettersi in modo creativo e consapevole direttamente con la propria essenza più profonda, individuale e specifica, svincolandosi dai pur necessari modelli della prima fase di studio, determinando quel senso di verità individuale necessario nella musica di oggi come quella di domani, qualsiasi sia il linguaggio nel quale l’artista infine scelga di esprimersi.
Il lavoro dei Laboratori è sempre finalizzato alla performance e alla concretizzazione di partiture che siano veicolo per l’improvvisazione libera attraverso percorsi semantico-strutturali che prevedano l’assenza di notazione musicale tradizionale a favore di precise indicazioni narrativo-morfologiche, per consentire di sfruttare al massimo le potenzialità espressive della tabula rasa, ma senza separarsi completamente dal valore strutturale e drammaturgico della composizione. È un percorso di auto risonanza teso a (ri)creare identità individuale ed un reale sviluppo del sistema percettivo, indipendente da imitazione e/o rappresentazione di modelli e/o stili pre-esistenti. Si focalizza attorno alla pratica metodologica dell’improvvisazione, vissuta dunque attraverso una precisa disciplina, come prassi e non come momento esclusivamente liberatorio, con l’obiettivo ultimo di annullare idealmente le distanze espressive e formali delle tecniche strumentali con quelle della composizione, determinando una maturazione consapevole unitaria e totalizzante attraverso l’esperienza della composizione-istantanea.